VENERDI’ 17 APRILE 2009, ore 21.30
“NATA IL 21 A PRIMAVERA”
una serata in omaggio ad Alda Merini, una donna qualunque
con Ornella, Arianna, Tomas e Filippo
Nata il 21 a primavera 31Marzo,09
presentazione del libro “Smagliature” 31Marzo,09
MARTEDI’ 14 APRILE 2009, ore 21.00
presentazione del libro “SMAGLIATURE”
di Alessandrea Zenarola per le “Edizioni del Sale” di Udine
Laura Menichini 31Ottobre,08
Venerdi’ 12 aprile 2008 – ore 21.00
letture da “Intorno allo Zero” – KappaVu editore
video e musica
con Laura Menichini autrice e voce
Nuova raccolta di poesie di Laura Menichini. Laura Menichini nasce a Udine nel 1963 e vive la gran parte della sua vita nelle Valli del Natisone; Frequenta a Udine studi artistici, che poi abbandona. Passa dal movimento udinese e nazionale punk-anarchico dei primi anni ‘80 (i suoi primi scritti appaiono su “Nuova Fahrenheit”) al conseguente libertario-autogestionario dei ‘90. Ritorna nelle Valli per una decina d’anni. Attualmente vive a Udine. Ha scritto “Il Cerchio|Krog” ita-slo 1998, “Immaginario”, 2002; entrambe autoproduzioni, con lo pseudonimo Laura dei Gatti|Mačkinova.
Parte delle poesie di “Intorno allo zero” è stata recentemente tradotta in lingua slovena da Jolka Milič con il titolo “Okrog ničle”, e inserita nel numero 83/84 (febbraio 08) della rivista “Revija SRP”, per ora online alla pagina http://www.revijasrp.si/knrevsrp/revsrp83/laume83/okrog83.htm e presto disponibile anche nella versione cartacea.
Rocco Burtone e Lucinio Rudivalle 31Ottobre,08
Giovedi’ 20 marzo 2008, ore 21.00
c/o Circolo Arci Mis(s)Kappa, via Bertaldia 38-38a, Udine
Rocco Burtone e Lucinio Rudivalle
ci parleranno dei loro ultimi libri
“Musicisti suicidi e anche” e “DeViscerorum”
Musicisti suicidi e anche: E’ furbo Burtone. Furbo perché mi chiede di dare un parere ai suoi racconti, ma precisa che molti sono stati scritti in una lontana adolescenza ed altri… già, dico io, ma quali? E qui Burtone ci gioca e non si svela. Devo indovinare quali i racconti “bambini” e quali gli adulti. Proprio una gran furbata, così è evidente a tutti che si salva da eventuali critiche. Ed io ho voluto giocarci con le sue storie e me le sono immaginate mature o…
No, non ho saputo distinguere, quindi o il nostro scrive ancora come quando aveva 14 anni, oppure a 14 anni scriveva da adulto.
Sono racconti rapidi, vivaci, sbrigativi, sono inattesi, leggeri, raffinati e bugiardi, sono burleschi, beffardi, allegri ma anche tragici, dolorosi. Inutile sprecare aggettivi, la scrittura di Burtone è come la sua musica: non sai mai dove vada a parare.
Ma non mi lascio intimidire e mi rifiuto di farne una prefazione. No, caro Rocco, questa è semplicemente una lettera di stima ed amicizia. Confesso che mi sono piaciuti (attento però, ho trovato troppe ripetizioni. Ma già, la diversa età dei racconti ti assolve), confesso che alcuni mi hanno commosso (Vai col liscio, Natale), altri mi hanno divertito (Concerto in stalla, 120, Cantautore), altri ancora mi hanno coinvolto (Giustizia, Frecce Tricolori). Ma quello che più mi piace sottolineare è la costante ironia che attraversa il libro, ironia che sovente si trasforma in sarcasmo, che sfocia in amarezza da presentire tra le righe. Amarezza sì dolorosa, ma mai arrendevole, mai remissiva, mai condiscendente. Non di afflizione trattasi, ma di ponderazione dei malanni terrestri e Burtone ne fa sovente teatro per umani libertari e razionali.
E ancora potrei dire dei racconti che mi hanno divertito, passando dal dramma-paradosso del suicida alle avventure musicali o a quelle…
Devo concludere. Che altro dire? Continua a “suonare” così.
Prof. Bernardo Salvemini
De viscerorum eloquentia. Poema di più di 300 pagine di Licinio Rudivalle, anagramma di un affermato avvocato udinese. Al primo approccio l’argomento porta il lettore a credere di trovarsi di fronte ad un’opera satirica, se non goliardica e caricaturale, ma bastano poche righe per ricredersi. Perché Rudivalle riesce con il suo Petopoema a trascinarci nel mondo della poesia più aulica e blasonata. Non è un libro da leggere ovvero, non è solo da leggere, ma da possedere, da giocarci, un libro da osservare. E già la confezione importante e autorevole, già la stampa dei versi in blu chiarisce il rilievo dell’opera.
Judrio 28Ottobre,08
VENERDì 1 FEBBRAIO 2008 ALLE ORE 21.00
PRESENTAZIONE DEL DVD
JUDRIO
con la partecipazione del sassofonista KODERMAZ GRAZIANO
Un fiume. Immagini e suoni (siano musica o parola) che evocano più che raccontare sensazioni, emozioni, suggestioni legate ad un luogo.
Un’opera realmente multimediale ( per quanto inflazionato sia questo termine) l’omaggio che Mauro Bon fa allo Judrio in un video in cui le immagini raccolte nel suo vagare sulle sponde del fiume si fondono con la musica di matrice ambient che ha composto e suonato mentre entrambe si legano alle poesie originali di Giovanni Fierro.
E’ più di un racconto a più voci e in diverse lingue: l’italiano, il friulano e lo sloveno parlate nelle terre che il fiume bagna. E’ più di un incontro tra diversi linguaggi espressivi. E’ un tutto che porta in sè molto di più delle singole parti.
Ammirare le belle immagini che partendo dal dato reale (i ciottoli, le pietre, gli alberi, la luce…e naturalmente l’acqua) riescono a giungere momenti di artistica nuova creazione tra neo-figurazione e nuova astrazione con interpretazioni formali e cromatiche debitrici di certa pittura contemporanea; farsi colpire dalle parole qui splendimamente piene ed incisive: diversi i sensi interessati, diversi gli input trasmessi che si ricompongono nella fruizione unitaria dell’opera-video.
Piace allora, ad esempio, l’immagine che si ferma ed insiste sui ciottoli con effetti lontanamente optical, questa fissità geometrica che contrasta con lo scorrere dell’acqua che riesce ad essere mostrata graficamente; piace guardare ascoltando suoni acuti e tirati, note cristalline di limpidezza estrema e i versi
il silenzio del fiume è sott’acqua
la sua corrente è calligrafia
costruisce parole…
Piacciono ancora i quadri in cui si riconoscono una foglia tremula nell’acqua o i riflessi di alberi spogli per poi perdersi nella visione di immagini naturalmente informali che seguono l’oscillare della musica in morbide onde sonore fino a lasciarsi abbagliare dalla luce che giunge all’improvviso, come giungono le parole
Si muove di sola andata
inumidito di un’acqua che si rompe
improvviso luccichio
E nella folle frenesia cinetica propria di questo tempo (vedere veloce e sommario, sentire distratto e superficiale…) ciò che più affascina in “Judrio” è questo dire con poetica lentezza, il poter assaporare un dilatarsi di spazi, fisici o mentali essi siano.
MAURO BON:
inizia la sua carriera musicale suonando il basso alla fine degli anni ottanta con il gruppo musicale di rock blues “rabbit”.
affascinato dal suono particolare dei king crimson, e dalla musica ambient minimale di brian eno, harold budd, philip glass e altri, approfondisce poi la dimensione delle sperimentazioni sonore applicate al mondo dell’arte e del multimediale. Dopo una lunga serie di viaggi in india e pakistan, crea i “darbar mantra“ insieme al virtuoso del sitar alberto zurco. nel 1999 esce il cd ” over the clouds“ prodotto da folkest dischi. seguono interviste con musiche eseguite dal vivo a radio e tv capodistria. in seguito amplifica il suo coinvolgimento creativo interagendo con pittori, scultori e poeti contemporanei isontini. Nel 2002 presenta il nuovo cd ” il fiume“ con la produzione sempre di folkest dischi primo lavoro “solo” in perfetto stile ambient.
Un anno dopo, il mensile a tiratura nazionale “new age” pubblica una intervista e un brano tratto da “il fiume” nel cd allegato alla rivista. Rimanendo in tema di acqua, a maravee 2006 interviene con un brano inedito fuso con la presenza ipnotica dell’acqua che scorre… E’ stato spesso ospite in diverse formazioni musicali sperimentali a topolo,’ dove la scorsa estate ha presentato in anteprima il suo dvd dedicato al fiume judrio, con la partecipazione del poeta goriziano giovanni fierro.
Nel luglio 2007 e’ uscito ‘ il suo nuovo cd musicale – ” prehistoric landscapes” – una parte dei brani e’ stata scelta come colonna sonora del documentario “il fischietto di neanderthal” una scoperta eccezionale, uno dei primi strumenti musicali costruiti dall’uomo, scoperto vicino a hidrja nella grotta di divje babe in slovenia, diretto dal regista jadran sterle, e prodotto dalla televisione nazionale slovena.
di: Emanuela Uccello
Tracce di una lettura novembre 2006
KODERMAZ GRAZIANO:
Sassofonista e compositore per diletto;
INFLUENZE MUSICALI:
Jazz, free jazz, gruppi musicali anni 70, musica contemporanea;
GRUPPI MUSICALI:
Membro fondatore degli artrobius ensemble e successive evoluzioni ( Dado quadro, New Artrobius) fino agli attuali Artrobius;
ALTRE COLLABORAZIONI:
SBL, RABBIT