Circolo Arci Mis(s)Kappa

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Laboratorio Batik Marzo 2008 30Ottobre,08

Archiviato in: Laboratorio di Batik — antofiore @ 9:45 am

Circolo Arci Mis(s)Kappa e A.M.I.I.

vi invitano a partecipare


ritorna il Maestro Mavale dal Mozambico

il 15 marzo 2008 dalle 15.00 alle 19.00


presso il Circolo ARCI Mis(s)Kappa, via Bertaldia n. 38, Udine

al laboratorio sulla realizzazione di un Batik


il laboratorio sarà tenuto dal maestro Mavale dal Mozambico

costo del corso euro 30,00

per partecipare ed iscriversi chiamare il 320 – 0631349

visitate il nostro sito internet!

troverete le foto del laboratorio tenutosi a febbraio

www.misskappa.wordpress.com

 

Laboratorio Batik Gennaio 2008 29Ottobre,08

Archiviato in: Laboratorio di Batik — antofiore @ 2:26 pm

Time For Africa, Circolo Arci Mis(s)Kappa e A.M.I.I.

vi invitano a partecipare

il 29 gennaio 2008 dalle 10.30 alle 12.30

e dalle 15.00 alle 18.00

presso il negozio della B.M.M. via Parini n.8, Udine

al saggio dimostrativo di come si realizza un Batik

e

il 31 gennaio 2008 dalle 15.00 alle 19.00

al laboratorio sulla realizzazione di un Batik

presso il Circolo ARCI Mis(s)Kappa, via Bertaldia 38, Udine

il laboratorio sarà tenuto dal maestro Mawale dal Mozambico

(per partecipare è necessario iscriversi)

Il “Batik” (letteralmente ‘ciò che si scrive, si disegna, si tratteggia e dipinge a mano) è una tecnica di pittura diffusa in molte parti dell’Africa, già nell’antichità. Consiste in un tipo di decorazione ottenuto attraverso un gioco di motivi tra zone ricoperte di colore ed altre lasciate libere, secondo usanze differenti. Gli Yoruba della Nigeria, per esempio, per coprire alcune parti del tessuto usano un impasto di manioca, mentre in Senegal e nel Mali si applica sulla stoffa un impasto di riso, in Mozambico la cera fusa. Questa prima fase del lavoro può essere realizzata in due modi diversi: le donne applicano l’impasto con un pennino sottile di metallo o di legno o di osso, disegnando motivi tradizionali, mentre gli uomini attraverso uno stampino di metallo o di legno.

Seccato l’impasto, il tessuto, per essere tinto, viene immerso in grandi recipienti d’argilla o in cavità scavate nella terra. I colori tradizionali sono estratti dalla ‘indigofera’, pianta coltivata nelle sue diverse varietà. Sul tessuto, asciugato e liberato dal materiale applicato durante la prima fase, appare il disegno in tutte le sue sfumature colorate. La stoffa più comunemente usata è di cotone, a volte di seta (più costosa): è divisa in quadrati o rettangoli, dove gli artisti rappresentano scene di vita quotidiana, strumenti di lavoro, animali, immagini di storie tribali o della cultura di appartenenza.

Per adesioni e maggiori informazioni sul laboratorio chiamare il 320/0631349